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De Bello Gallico - Libro 4 Capitolo 16-17
Costruzione di un ponte sul Reno
Conclusa la guerra con i germani, Cesare stabilì per molte ragioni che doveva attraversare il Reno; di queste la più importante fu che, poichè vide che i germani si facevano indurre tanto facilmente a entrare in Gallia, volle che temessero per le loro cose; poichè si accorse che l'esercito del popolo romano poteva e osava attraversare il Reno. Accadde anche che quella parte della cavalleria degli Usipeti e dei Tencti, che ricordavo sopra, attraversò la Mosa e non partecipò alla battaglia per fare bottino e rifornimento di grano, dopo la fuga tornò nei confini dei Sigambri oltre il Reno e si alleò con loro. Avendo Cesare mandato a loro degli ambasciatori che chiedessero di consegnare chi aveva mosso guerra contro lui e la Gallia, risposero: "l'Impero del popolo romano finisce sul Reno; se non ritiene giusto che i germani passino in Gallia contro la sua volontà, perchè pretendeva che ci fosse il potere e l'autorità di lui oltre il Reno?". Invece gli Ubii, che da soli tra i Transchemani avevano mandato a Cesare degli ambasciatori, avevano fatto amicizia, avevano consegnato ostaggi; pregavano vivamente di portare loro aiuto poichè erano oppressi gravemente dagli Svevi; se fosse impedito dalla Repubblica di farlo, portasse almeno l'esercito oltre il Reno: questo sarebbe stato sufficiente come aiuto per il presente e come speranza per il futuro.
Cesare aveva stabilito per questo motivo che avevo già ricordato, che avrebbe attraversato il Reno, ma pensò che non fosse totalmente sicuro traghettare con le navi e lo stimava non conveniente alla dignità sua e del popolo romano. Perciò, sebbene ci fosse grande difficoltà per fare il ponte, a causa della larghezza, della vorticosità e della profondità del fiume, riteneva che il tentativo andasse fatto o altrimenti, che bisognava non trasportare l'esercito.
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