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La Situazione Politica Mondiale

Oggi tutta la superficie della Terra è divisa in Stati molto diversi gli uni dagli altri per origine, estensione e numero di abitanti. Quasi tutti gli Stati esistenti vengono ufficialmente riconosciuti ed instaurano rapporti diplomatici con altri paesi. Esistono però degli Stati occupati da altri Paesi, quindi in regime di sottomissione; ma anche degli Stati, detti federazioni, in cui molti Paesi convivono pacificamente. Tra i diversi paesi esistono confini, che solitamente vengono fissati tenendo conto d'interessi economici o favorendo quelle potenze che in passato dominavano quel territorio. Per questo ultimo favoreggiamento esistono molto frequentemente dei territori contesi fra due o più stati: questi territori sono inoltre spesso di notevole importanza strategica o economica. I contrasti per un territorio possono portare facilmente allo scoppio di guerre. Oltre agli Stati sottomessi bisogna parlare anche di quelli dipendenti, come le colonie, vale a dire dei paesi che vivono soltanto grazie alla presenza di un altro Stato dominante. Inoltre, molti Paesi del Terzo Mondo, per quanti indipendenti politicamente, si trovano in una situazione di dipendenza economica dagli Stati europei o dagli USA: per indicare questa situazione si usa spesso il termine "Neocolonialismo". Ogni Stato ha la sua forma di governo, ma possiamo raggruppare i vari ordinamenti in due gruppi principali: Monarchie e Repubbliche.

- Le Monarchie a loro volta si dividono in assolute, quando esiste un re che possiede tutti e tre i poteri fondamentali), costituzionali (quando esiste un re, ma deve tener conto di una costituzione, quando prende le decisioni) o parlamentari (quando esiste un re, ma il potere legislativo lo ha un parlamento.

- Le Repubbliche possono essere parlamentari (se esiste un parlamento che ha il potere legislativo), semipresidenziali (se il presidente ha il potere esecutivo ed un parlamento quello legislativo), presidenziali (se il presidente ha il diritto di porre un veto sulle decisioni del parlamento) o democratica (quando è il popolo a decidere a chi assegnare i vari poteri).

Altri Stati invece pur essendo repubbliche non possono essere definite tali, poichè vige un regime di tipo dittatoriale: un leader (solitamente militare) acquisisce non ufficialmente con la forza tutti e tre i poteri punendo con la morte tutti coloro che non lo assecondano nei suoi intenti. In questi stati non si può quindi dire che i Diritti dei Cittadini, stabiliti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (1948), siano rispettati come avviene, per fortuna, nella maggior parte dei Paesi. Questa dichiarazione afferma esplicitamente che tutti gli esseri umani hanno gli stessi diritti: il diritto alla vita, alla libertà personale, alla salute, alla libertà di pensiero, al lavoro, il diritto a partecipare alla vita sociale e politica, a riunirsi, ad associarsi, a comunicare le proprie idee. In molti Paesi questi diritti non vengono rispettati nei riguardi delle minoranze etniche praticando l'emarginazione o la pulizia razziale. Tra i gruppi discriminati, pur non costituendo una minoranza, vi sono le donne. La loro condizione di vita è decisamente migliorata negli ultimi anni, ma la loro partecipazione alla vita politica ed economica è di gran lunga inferiore a quella degli uomini. In molti paesi la nascita di una figlia femmina viene considerata come un evento poco importante, quindi cercando di privilegiare i figli maschi. Non tutti gli Stati hanno la stessa importanza: alcuni possono essere considerati delle grandi potenze poichè sono in grado di intervenire in conflitti internazionali; altri invece non sanno neppure difendersi efficacemente. La potenza di uno stato dipende dunque sia dalla forza militare, ma anche da quella economica e politica. Per risolvere efficacemente un problema di carattere mondiale non basta però solo una grande Superpotenza ma è necessaria anche un'organizzazione che faccia da tramite e prenda le decisioni: questa è l'ONU. L'Organizzazione delle Nazioni Unite ha lo scopo di mantenere la pace e la sicurezza su tutto il pianeta e di favorire la collaborazione in campo economico, sociale, culturale tra la maggior parte degli Stati indipendenti. I principali organi dell'ONU sono l'Assemblea Generale, dove ogni Stato invia un proprio rappresentante, ed il Consiglio di Sicurezza. Dall'ONU dipendono altresì numerose organizzazioni umanitarie quali la FAO, l'UNESCO, l'OMS ed l'ILO. Tra gli Stati del mondo scoppiano spesso guerre, legate soprattutto a contrasti per il possesso di un territorio. Altre guerre dipendono da contrasti per il controllo di una risorsa economica. Quando due popolazioni di uno stesso Stato si scontrano si parla invece di Guerra Civile: esse, nate a volta da tensioni secolare, possono essere particolarmente sanguinose e portano al massacro di intere popolazioni. In molti Stati agiscono anche dei piccoli gruppi armati che combattono contro un esercito regolare, ma solitamente evitano lo scontro diretto (poichè poco armati) ed utilizzano le azioni terroristiche per provocare panico e sofferenza. Anche recenti sono per l'appunto atti suicidi da parte dei kamikaze, che cercano di provocare disperazione e favorire l'odio. Per evitare gli scontri e quindi favorire la pace, abbiamo già detto che interviene la forza internazionale dell'ONU, anche se recentemente ha potuto fare poco per evitare la guerra in Iraq. Qualsiasi Stato però che voglia affrontare una guerra ha la necessità di procurarsi un forte quantitativo i armi. I maggiori produttori di armi sono alcuni paesi sviluppati come gli USA e la Russia. La maggior parte del traffico d'armi è illegale a causa dell'esportazione anche d'armi distruttive come quelle nucleari, che ufficialmente dovrebbero essere state smantellate o perlomeno protette.




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